People trust people, un vecchio adagio che in epoca digitale ha assunto una nuova forma (non una nuova natura): le persone seguono (ma soprattutto ascoltano e reagiscono a) gli influencer.

Non è una questione di opportunità o di scelta, gli influencer stanno diventando un canale specifico. Lo dicono i dati (e non i pareri). Da una recente analisi – realizzata da Eumetra in collaborazione con Fattore-Mamma Media presso un campione di 157 professionisti di aziende che si rivolgono al pubblico delle mamme e delle famiglie – 8 intervistati su 10 dichiarano di aver attivato almeno una campagna di influencer marketing.

eMarketer stima che nel 2021 il 70% delle aziende US con più di 100 dipendenti impiegherà programmi permanenti di influencer marketing.

Share of US Marketers using Social Media and Influencer Marketing

Fonte: eMarketer

Non è quindi – se qualcuno avesse ancora dei dubbi – una questione di SE, ma al massimo di QUANDO (per alcuni) e di COME.

Vi sono certamente insidie nell’influencer marketing. Alcune sono esterne all’azienda, ma devono essere fronteggiate:

  • Gli influencer sono moltissimi, un esercito pletorico in cui distinguere correttamente tra capaci di interloquire con un pubblico e meri gestori di una cerchia è complesso.
  • Gli influencer si modificano: cambiano il loro focus, apprendono, adottano nuovi canali e nuove forme di creatività. Il loro seguito si modifica a sua volta e modifica il proprio interesse e la propria fiducia.
  • L’insidia peggiore: i competitor si rivolgono agli influencer giusti per noi.

Ma ci sono anche errori che costruiscono insidie interne all’azienda:

  • Dimenticare che l’ambiente dei social media è orizzontale, le persone parlano con le persone senza intermediazione. Trattare gli influencer come testimonial equivale ad investire male il proprio denaro.
  • Guardare alle metriche con il retrovisore (l’influencer ha tanto engagement, tanta fan base, tanti contenuti) e mai predittivamente: quali KPI aziendali (di vendita, di awareness, di familiarità, ecc.)
  • Non chiedersi se ci sono target oggi sconosciuti su cui gli influencer scelti stanno in realtà operando.
  • Non tutte le funzioni aziendali sono on board.

Eumetra presenta SWIPE UP un modello per la selezione, la scelta e l’impiego di influencer, ambassador e testimonial che consente di ottimizzare quattro risultati:

  1. Coinvolgimento di tutti gli stakeholder aziendali, interni (management, divisioni) ed esterni (agenzia, centro media) su obiettivi comuni, precisi e misurabili.
  2. Capacità di persuasione sul cliente o il consumatore.
  3. Efficacia della comunicazione in base ai KPI aziendali.
  4. Accelerazione delle vendite.
Vuoi saperne di più? I nostri consulenti sono a tua disposizione per presentarti SWIPE UP e le possibili personalizzazioni per la tua attività di influencer marketing.

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