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La casa è un bene di rilievo per gli italiani (e non solo). Per molti, moltissimi, rappresenta il bene più importante che si possiede e, spesso, quello a cui si è più legati. Secondo le nostre ultime rilevazioni, oltre il 75% degli italiani (in linea con i dati Istat) ha una casa in proprietà (ma solo il 23% ha una seconda casa dove trascorrere le vacanze, generalmente di proprietà).

Alla luce di queste premesse, non appare sorprendente che si sia mediamente soddisfatti della casa in cui si abita. Su una scala da 1 a 10, il “voto” medio di soddisfazione espresso dall’ampio campione di italiani interpellato da Eumetra attraverso la ricerca “Benessere e Sostenibilità” è pari a 7,18. Il che corrisponde a una percentuale assai elevata di “molto” soddisfatti: assegna infatti un “voto” particolarmente alto (da 8 a 10) quasi metà degli intervistati: il 48%. Di converso, solo il 15% esprime un giudizio più o meno intensamente negativo sulla propria abitazione.

soddisfazione per la casa

Fonte: Benessere e Sostenibilità

 

Appaiono relativamente più soddisfatte le persone più anziane (tra chi ha più di 64 anni, i “voti” dall’8 al 10 sono più del 60%), forse perché abituate a vivere nella stessa casa da molto tempo e perché forse l’hanno adattata alle proprie esigenze.

Dal punto di vista della collocazione geografica, non si registrano grandi differenze nel giudizio sulla propria abitazione, anche se quest’ultimo appare un po’ meno positivo da parte di chi abita nelle regioni meridionali.

Invece, come forse era prevedibile, emergono disparità rilevanti nel livello di soddisfazione in relazione al proprio status sociale e, di conseguenza al gradimento della propria vita personale. Tra chi ha una posizione sociale alta, il favore espresso per la propria abitazione raggiunge livelli più che doppi (61% di “voti” dall’8 al 10) di quanto non si rilevi tra chi, viceversa, ha uno status basso (29%).

Ma la casa può creare anche problemi e preoccupazioni. Sia dal punto di vista strutturale, per esempio riguardo, ai lavori materiali di mantenimento, sia, specialmente, per le spese, ordinarie e straordinarie, che ne derivano. Non sorprende, dunque, che più di quattro intervistati su dieci (41%) si dichiarino preoccupati per gli oneri che la gestione della casa comporta (questa percentuale è un po’ più alta tra chi risiede nel meridione). Com’era prevedibile, questo atteggiamento è presente in misura maggiore (53%) tra chi riveste uno status sociale più basso e ha, di conseguenza, più problemi economici. Ma è interessante notare, al tempo stesso, che la diffusione della apprensione per le spese che la casa comporta è significativamente più ampia (48%) tra chi ha un’età relativamente giovane, tra i 25 e i 35 anni. È, nella gran parte dei casi, il periodo in cui si “mette su” una casa in proprio ed è comprensibile che le preoccupazioni siano più elevate rispetto a chi, in età più avanzata, si è già “sistemato”, almeno in una certa misura. Va inoltre considerato il fatto che questo segmento giovanile della popolazione è quello che risente maggiormente delle conseguenze economiche causate dalla pandemia, trovandosi già da prima in uno stato di precarietà. Fattore che influenza inevitabilmente la possibilità di vivere con serenità il mantenimento di una casa e di affrontare senza timore le spese che il suo possesso comporta.

La preoccupazione manifestata verso gli oneri di gestione della casa può inoltre essere interpretata come una conseguenza della rinnovata centralità che questo luogo ha assunto nell’ultimo anno all’interno delle nostre vite: trascorriamo qui la maggior parte del nostro tempo lavorando, studiando, facendo attività fisica, con un inevitabile intensificarsi di tutte le normali attività domestiche. Ne deriva quindi una maggiore attenzione ai temi del controllo dei consumi e del risparmio energetico.

In questo quadro, l’efficienza energetica è oggi diventato un tema fondamentale per il contenimento dei costi e per l’aumento del comfort offerto dalla propria casa, sostenuto anche dagli incentivi stanziati dal governo attraverso il super-ecobonus. Si tratta di un trend che Eumetra monitora da anni attraverso l’Osservatorio Green Home/Smart Home, che partirà a breve con una nuova edizione, volta a verificare l’evoluzione degli atteggiamenti e dei comportamenti degli italiani nei confronti della propria casa e del suo approvvigionamento ed efficientamento energetico.

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