La Roadmap al “Monitor Mamme 2020” | PRIMA PUNTATA

Fase due: le aziende si apprestano alla ripartenza. Le persone – pur fra qualche preoccupazione – sono mediamente favorevoli alla riapertura delle aziende. I sondaggi parlano di almeno un 53% di favorevoli e di un 39% di preoccupati. I favorevoli sono ben distribuiti in tutta Italia, dunque anche la Lombardia pare orientata in questo senso.

Ma se i genitori vanno al lavoro e le scuole (dal nido in su) sono chiuse, chi resta a casa con i figli? Questo è un problema sentito da quasi un genitore su due che ha figli piccoli.

Chiediamo ai nonni? Forse è meglio di no, coinvolgere i nonni, anche quando disponibili, non sembra il momento. Una baby-sitter? Iniziamo a informarci del bonus baby-sitter, sembrano dire gli italiani, come ci mostra il grafico qui a fianco sulla ricerca di informazioni in questo periodo. Ma mi devo fidare?

Fonte: Google Trends

Il “Monitor Mamme” Eumetra MR (realizzato in collaborazione con FattoreMamma) di novembre 2019 su questo tema ci ricorda che, per fortuna, i bambini possono contare – in larga maggioranza – su una famiglia che ha la possibilità di lavorare:

o   il 95% dei padri lavora;

o   il 62% delle madri lavora (di queste 6 su 10 a tempo pieno, le altre con forme di part-time).

Prima della crisi Covid-19, le mamme pensavano che con un po’ di capacità organizzativa, usando le soluzioni del territorio e gli aiuti della famiglia, ce la si poteva fare. Anche perché 8 su 10 sentivano di poter contare su aiuti concreti nelle incombenze quotidiane. I nonni in primis, oggi considerati persone da mettere in protezione (e la maggior parte dei nonni – 9 su 10 – non convivono sotto lo stesso tetto della famiglia). Non parliamo poi di asili e scuole, “rimandate a settembre”, come è noto.

Gli aiuti nella gestione quotidiana dei figli

(pre Covid-19)

Fonte: Monitor Mamme (novembre 2019)

Chi aiuterà dunque queste famiglie? Quali servizi pubblici e privati saranno di aiuto in questa fase di ripresa? Che supporto può venire dal sistema di Offerta e da eventuali soluzioni tecnologiche? Ce lo dirà, ci contiamo, la nuova edizione del “Monitor Mamme 2020”, in partenza nelle prossime settimane.

Ma sarebbe il caso che, nel frattempo, le aziende e le istituzioni iniziassero a studiare come aiutare le famiglie e riprendessero il percorso di comunicazione necessario da subito, superando la fase dei buoni sentimenti e delle esortazioni ed entrando nella fase operativa delle proposte concrete. A meno che non si vogliano lasciare da sole le nostre mamme richiudendole in casa, quando invece il loro contributo alla ripresa è quanto mai fondamentale.