Al via a Torino la prima tappa del road show promosso da “La Stampa”

Ha preso il via lo scorso 4 ottobre a Torino “Le sfide dell’Innovazione”, il road show articolato in sette tappe promosso da “La Stampa” per raccontare come il mondo intorno a noi sta cambiando, rispondendo nello specifico a domande come: in che modo la tecnologia unita alla creatività sta cambiando la nostra vita? Come possiamo sfruttarne al meglio i vantaggi? Che rapporto abbiamo con l’innovazione?

Dopo Torino, i prossimi incontri si svolgeranno, da ottobre a marzo 2019, nelle città di Udine, Alba, Livorno, Genova, Trieste e Padova (il programma completo è disponibile cliccando qui).

Nel corso delle varie tappe, Eumetra MR presenterà i risultati della ricerca “Gli italiani e la tecnologia: i rischi e le opportunità”, realizzata a livello nazionale e a livello provinciale, nelle diverse province che ospiteranno il road show.

La concretezza

Torino ama la tecnologia che le assomiglia. Moderata, concreta e pragmatica. Finalizzata a risolvere problemi pratici nella vita quotidiana: sistemi di prenotazione privati e pubblici, home banking, pratiche time saving efficienti o metodi per restare in relazione, senza invadere la privacy. 

Su molti aspetti Torino guida il Nordovest e distanzia l’Italia. Il suo orientamento verso una tecnologia pratica la tiene lontana da alcune esagerazioni della modernità: il fascino per l’ultimo smartphone, il desiderio di mettersi in mostra ad ogni costo sull’arena dei social. Su questi tratti sono altri i territori vocati. Torino usa la tecnologia per migliorare la qualità della vita. Anche per questo viene descritta dai suoi residenti come un territorio che esprime buona qualità del vivere, al di sopra delle medie nazionali. Così come viene apprezzata la sua infrastruttura tecnologica (reti telecomunicazioni, banda larga, wifi, e così via). Non stupisce dunque che l’interesse verso la tecnologia riscontrato nella popolazione sia sopra la media nazionale. Anche qui il tocco sabaudo si fa comunque sentire: nelle risposte si tende a non auto-attribuirsi elevate competenze tecnologiche, si è consci che si dovrebbe sapere di più e che bisogna prepararsi perché la tecnologia “serve”, alle persone soprattutto. A Torino prevale proprio l’approccio costruttivo alla tecnologia: “va imparata da tutti” (56%) “è utile per tutti (e non solo per i giovani)” (44%). 

Esistono, ma sono minoritarie, le posizioni più contrarie alla tecnologia. “La tecnologia va combattuta perché toglie opportunità alle persone”? Lo pensa il 15% dei torinesi. Nel Nordovest, ad esempio, queste posizioni più critiche arrivano al 21%. A Torino comunque una parte significativa della popolazione teme di essere sorpassata dalla tecnologia. Leggermente meno che altrove, certo, ma circa 2 torinesi su 10 esprimono questo malessere, da curare con molto supporto e formazione. 

Le posizioni critiche a Torino sembrano comunque avere un fondamento, concreto e poco ideologico. La popolazione percepisce infatti che l’innovazione ha migliorato la qualità della vita ma sul lato delle opportunità di sviluppo del territorio ha prodotto ancora poco. Su questo, i torinesi sono impietosi e danno giudizi anche più critici che nel resto d’Italia. Giudizi figli di attese elevate verso il sistema produttivo e l’innovazione, come in fondo è nella storia dell’industria torinese. Il sistema produttivo di Torino non viene giudicato abbastanza innovativo e all’altezza del capitale umano che il territorio produce. Bisogna fare di più e la popolazione si aspetta molto di più da tutti. Dalle imprese come dagli stakeholder istituzionali del territorio: le istituzioni locali, nazionali, le banche, la stessa comunità europea. 

 

La pagella di Torino

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Pubblicato su “La Stampa” il 4 ottobre 2018