Aziende cicale e formiche della digital transformation alla prova di Covid-19 |La Roadmap al “Monitor Mamme 2020” | TERZA PUNTATA

Vi annoiate a casa? Sempre  i soliti programmi in TV? Non sapete come tener buoni i bambini? Molte famiglie hanno approfittato del lockdown per investire in sistemi di intrattenimento.

Netflix nel 2019 dichiarava in Italia circa 2 milioni di abbonamenti, spesso in sharing, con una penetrazione rilevata nelle ricerche Eumetra MR in grado di toccare circa il 31% delle famiglie. Nelle famiglie con mamme e bambini alla fine del 2019 la medesima penetrazione era di circa il 35%, cinque punti sopra la media nazionale.

La crisi Covid-19 ha rappresentato per tanti player del mondo dell’intrattenimento una ghiotta occasione per aumentare le proprie audience e vendite. Qui sotto il dato di sviluppo a livello mondo di Netflix in questi mesi. In un paio di mesi di pandemia, Netflix ha stampato sui suoi bilanci 15 milioni di abbonamenti in più. Gli acquisti sono stati facilitati ed alimentati dai risparmi indotti dallo stesso lockdown su altre voci del bilancio familiare. Ovviamente il risultato di queste ricomposizioni di bilancio su mamme e famiglie con bambini lo misureremo presto nella prossima edizione di “Monitor Mamme 2020”.

Fonte: Statista – Netflix

Ma Netflix è solo la punta dell’iceberg. Ci sono molti settori che hanno fatto affari con le famiglie in questi due mesi di crisi, al di là del settore dei prodotti sanitari, di protezione, igienizzazione ed alimentare. Sicuramente il settore dell’entertainment (Sky, Disney+ e tanti altri protagonisti), sicuramente il settore dell’elettronica di consumo, che su alcune categorie ha fatto meglio che nel 2019, malgrado la chiusura di molti negozi e reparti. I tablet, i pc, ma anche i videogiochi, risultano in traiettoria positiva.

Altri mercati sono rimasti più “al palo”. Hanno certo la giustificazione della chiusura dei negozi, ma la lentezza nella digital transformation ha trovato poco preparati diversi produttori di settori che potenzialmente potevano usufruire del medesimo canale ascensionale in questo periodo.

Ci viene in mente il settore del giocattolo, ad esempio. I dati 2019 del “Monitor Mamme” Eumetra MR (realizzato in collaborazione con FattoreMamma) ci ricordano che il segmento mamme acquistava nel 2019 giochi ricorrendo al canale online in circa 4 casi su 10.

Con un sostanziale embargo del canale di acquisto fisico dei giochi, il successo (o la sopravvivenza) delle marche sembra dipendere anche dalla loro capacità di riconfigurare la propria proposta sui canali online, da sfruttare ovviamente anche in seguito.

Non è detto – e su questo Eumetra sta lavorando – che i comportamenti appresi in questo periodo verranno velocemente abbandonati. Le prime analisi sui cambiamenti destinati a rimanere ci stanno confermando che i comportamenti di acquisto attivati sul web potrebbero sfidare le vendite sul canale fisico anche dopo le riaperture dei negozi. Il quadro aggiornato ce lo darà “Monitor Mamme 2020” nelle prossime settimane, per capire non solo i comportamenti attuali e le prefigurazioni di breve, ma per disegnare le tendenze destinate a durare.

La digital transformation non è solo un problema di piattaforma di e-commerce. Ma anche di CRM e di comunicazione diretta: e-mail marketing, ADV digital, presenza social. Chi è in grado oggi di fare arrivare direttamente le proposte alla mamma potenziale cliente ha indubbiamente un vantaggio in più e questo vantaggio lo potrebbe mantenere.

“Monitor Mamme 2019” ci ricorda che le marche internazionali di giochi sono più attrezzate delle marche nazionali (anche se fra quelle nazionali ci sono anche eccezioni in positivo): sono loro ad avere fra le acquirenti una quota maggiore di user dell’e-commerce. Ma in ogni caso, una strategia proattiva immediata è più che consigliabile per tutti. L’esempio sui giocattoli vale purtroppo per diverse altre filiere, la puericultura leggera e quella pesante, l’abbigliamento (di seguito un estratto minimo da “Monitor Mamme 2019” , sull’impatto nei settori dell’online). Anche se nel recente passato il trend di sviluppo dell’e-commerce in questi settori sembra essere stato altalenante, il “new normal” potrebbe riservare qualche sorpresa, buona per alcuni, meno buona per altri. Non si conosce mai prima il costo della mancata innovazione, ma talvolta il conto arriva ed è salato.

Fonte: Monitor Mamme (novembre 2019)