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In questo periodo, siamo tutti attenti alla nostra salute, più che in anni precedenti. C’è chi, nonostante la pandemia, è tranquillo, ma c’è anche chi, proprio per il timore del Covid, è molto preoccupato. Anche per questo è forse sorprendente rilevare come, nonostante la situazione, l’impressione che gli italiani hanno per la propria salute appare relativamente soddisfacente, forse più di quanto ci si poteva aspettare in questi giorni difficili e tormentati.

Secondo l’ultima edizione della ricerca “Benessere e Sostenibilità” condotta da Eumetra dal 16 novembre al 2 dicembre 2020, il voto medio espresso per la propria salute dal campione intervistato è pari a 7 (su una scala da 1 a 10). È un po’ inferiore al dato rilevato lo scorso anno (che era 7,3), ciò che è comprensibile data la fase che stiamo vivendo. Ed è comunque superiore al dato relativo alla soddisfazione per la propria vita personale nel suo complesso (media 6,5). Il che può suggerire che altre cose della vita – soprattutto dal punto di vista economico – magari non vadano tanto bene e ci inducono ad una soddisfazione complessiva inferiore, ma che sulla salute, tutto sommato, ci lamentiamo meno. Insomma, la popolazione risulta piuttosto contenta per la propria condizione fisica, malgrado le insufficienze del Servizio Sanitario Nazionale.

C’è un gruppo di persone che però è addirittura entusiasta, ciò che le porta a dare valutazioni con voti più elevati, che vanno dall’8 al 10. Si tratta di una percentuale molto consistente di intervistati, pari a quasi la metà (42%). E la gran parte dei restanti dà comunque un voto sufficiente: nell’insieme, chi giudica positivamente la propria salute, esprimendo un voto oltre il 6, supera l’84% (sempre un po’ meno dell’anno scorso, quando era l’88%).

Livello soddisfazione salute

Fonte: Benessere e Sostenibilità

Ma, come per la maggioranza dei fenomeni sociali, vi sono delle differenze tra i diversi tipi di rispondenti, secondo le loro caratteristiche.

Una difformità importante, naturalmente, riguarda l’età. I più giovani, come era prevedibile, sono più soddisfatti per la propria salute, mentre i più anziani lo sono meno. Si va dal 50% di voto dall’8 al 10 per il proprio stato fisico tra chi ha meno di 25 anni al 35% tra gli ultrasessantacinquenni.

Ma un’altra frattura importante è legata alla condizione socioeconomica, differenziando significativamente chi ha uno status elevato e chi non ce l’ha. I primi, com’era facile aspettarsi, sono decisamente più soddisfatti per la propria salute, anche in relazione al fatto che, evidentemente, possono permettersi molti più servizi e molte più attenzioni al riguardo. Tra costoro, il “voto” di eccellenza (dall’8 al 10) è più diffuso e raggiunge quasi la metà degli intervistati (49,5%).

Tra chi ha uno status sociale basso (meno reddito, titoli di studio inferiori, ecc.), invece, la situazione è all’opposto e le risposte evidenziano uno stato di forte difficoltà: solo il 30,3% dà un giudizio di eccellenza. E più di uno su quattro (28%) esprime una valutazione negativa sul proprio stato di salute. Qualche decennio fa, si sarebbe definito questo fenomeno come una differenziazione di classe. Oggi questa terminologia è desueta, ma le circostanze suggeriscono il permanere di una distanza sociale profonda e drammatica tra i diversi strati di popolazione.

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