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Nelle cronache quotidiane – salvo quelle specialistiche – non se ne parla molto. Ma è un fenomeno di massa, che riguarda grossomodo metà della popolazione del nostro paese. E spesso se ne trascurano o sottovalutano le implicazioni economiche e sociali.

Parliamo degli integratori alimentari: un prodotto che trova spazio nelle case di molti, moltissimi. Secondo la recente ricerca “Benessere e Sostenibilità” condotta da Eumetra (su un campione di oltre 3.000 casi, rappresentativo della popolazione web residente in Italia), il 50% degli intervistati dichiara di fare uso, talvolta o sovente, degli integratori alimentari.

Questa consuetudine – o, se vogliamo, necessità – risulta relativamente più frequente tra le donne, specie quelle di giovane età. In generale, infatti, l’uso di integratori alimentari è relativamente più diffuso nella coorte di popolazione più giovane, tra i 18 e i 25 anni, ove raggiunge la maggioranza: 53%, un vero e proprio mercato di massa.

Ancora, questa consuetudine appare marcatamente più presente nelle grandi città, oltre i 100.000 abitanti. Ma l’elemento determinante, come in tanti altri comportamenti, appare lo status sociale: fanno più uso degli antichi integratori alimentari coloro che se lo possono permettere più facilmente, tanto che risulta presente addirittura nel 63% di chi ha uno status sociale alto ed è particolarmente accentuato anche tra chi ha un elevato livello di istruzione.

Si tratta pertanto di un fenomeno di massa, che coinvolge molti cittadini e muove una quota rilevante della nostra economia.

Molti altri dettagli e approfondimenti sul profilo e sulle aspettative del consumatore di integratori alimentari si trovano nell’ambito della ricerca “Benessere e Sostenibilità” che è a disposizione presso Eumetra per chi intenda saperne di più. Ma possiamo in questa sede almeno vedere nello specifico di quali tipi di integratori si tratta. Tra i consumatori di questo prodotto, la netta maggioranza (72%) fa uso di integratori per la prevenzione, specie per le difese immunitarie. Questa è una consuetudine che si trova maggiormente nelle persone di mezza età tra i 45 e i 65 anni. Subito dopo la tipologia di integratori più utilizzata (70%) è quella degli energetici, per rinforzare il proprio tono personale. Questo specifico tipo di integratori è più usato dagli uomini e, come ci si poteva aspettare, dai giovanissimi fino ai 25 anni. Sempre in questo ambito, la maggioranza assume sali minerali. Meno – ma sempre molto – usati sono gli integratori volti a curare disturbi specifici, con particolare riguardo a quelli intestinali. Seguono infine gli integratori nell’ambito del benessere (depurazione, gambe pesanti, rinforzo di capelli, unghie, ecc.) il cui utilizzo raggiunge il 49%.

Tipi di integratori

Fonte: Benessere e Sostenibilità

Ma non si tratta, nella maggior parte dei casi, di un uso veramente continuativo: la grande maggioranza (87%) di coloro che usano integratori alimentari, dichiarano di assumerli solo in certi periodi o in modo saltuario.

L’iniziativa di usare integratori alimentari è, nella maggior parte dei casi, della singola persona: così afferma più della metà di chi li utilizza. Siamo, insomma, nell’ambito dei medicinali fai da te. Anche se una quota significativa (ben il 27%) anche se minoritaria, lo fa su consiglio del medico e molti meno (15%) su suggerimento del farmacista. Entrambe queste pratiche sono più adottate dalle donne, evidentemente più rigorose e attente degli uomini nell’assunzione di farmaci (e non solo).

Le informazioni a disposizione di Eumetra su questo tema sono molto approfondite e consentono, per esempio, di delineare il profilo dei consumatori di integratori, disponendo non solo dei dati sociodemografici, ma anche di indicazioni relative al loro rapporto con la salute o con l’alimentazione, al fine di identificare target specifici a cui rivolgersi e definire le migliori modalità di contatto e interazione con essi.

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