La maggioranza degli italiani dice “no”

L’emergenza COVID-19 sta richiedendo un enorme sforzo finanziario per il nostro Stato. La spesa pubblica è aumentata considerevolmente e molti limiti sono stati necessariamente superati, anche con il consenso dell’Europa.

Secondo alcuni analisti ed economisti, tutto ciò richiederà, prima o poi, un contributo straordinario da parte dei cittadini, sotto forma di tasse o imposte.

Al riguardo, alcuni esponenti politici legati al Pd hanno avanzato di recente l’ipotesi di istituire una imposta patrimoniale, legata cioè all’ammontare dei beni posseduti. La proposta ha scatenato molte polemiche, con pareri per lo più contrari, provenienti da esponenti di diversi partiti, anche all’interno del Governo e allo stesso Pd.

Peraltro, anche la maggioranza dei cittadini appare critica nei confronti di una imposta patrimoniale, seppure straordinaria e legata alla lotta contro il virus. È ciò che emerge dai risultati di un recente sondaggio, condotto da Eumetra MR (realizzato il 12-13 aprile per conto della trasmissione “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro), intervistando un ampio campione di popolazione, rappresentativo dell’universo dei maggiori di 17 anni di età.

Quasi metà degli interpellati (48%) si pronuncia decisamente contro l’idea di una patrimoniale, a fronte di un 40% di favorevoli e del restante 12% che non sa o non si vuole esprimere. I più favorevoli appaiono i giovani, mentre dopo i 35 anni di età la maggioranza assoluta si schiera contro. Ancora, si registra una opposizione più netta nelle regioni settentrionali del Paese (ove, come si sa, si trovano le risorse più consistenti) e, in particolare, nel Nord Est.

Fonte: Eumetra MR per “Quarta Repubblica”

Sul piano delle preferenze politiche, si rileva un maggior favore (61%) tra gli elettori del Pd: ma, anche tra costoro, oltre un terzo (34%) si dichiara contrario. Viceversa, sia tra i votanti per la Lega sia tra quelli per Fratelli d’Italia prevalgono nettamente i giudizi sfavorevoli, mentre la base del M5S appare sostanzialmente divisa a metà.

Peraltro, l’ostilità nei confronti di un’imposta patrimoniale non è una novità. Già in un sondaggio EumetraMR svolto nel 2018, quando Moody’s ipotizzò l’applicazione di una imposta siffatta nel nostro Paese, la netta maggioranza (56%) si dichiarò contraria. La percentuale di sfavorevoli è oggi risultata inferiore – anche se, come si è detto, ancora relativamente maggioritaria –probabilmente per il diffuso desiderio di contribuire alla battaglia contro il Coronavirus.

Proprio perché l’avversione all’imposta non significa che gli italiani siano poco generosi o non vogliano partecipare, anche finanziarmente, all’impegno nello sconfiggere il COVID-19.

Anzi. La popolazione del nostro Paese si è dimostrata sin qui molto prodiga, sotto forma di donazioni e offerte raccolte da vari enti e istituzioni. Proprio grazie alle elargizioni di privati, famosi e non, si sono potuti comperare molti strumenti medicali e, tra l’altro, si è potuto costruire, a tempo di record, il nuovo padiglione ospedaliero alla ex-Fiera di Milano.

Ma, forse per l’atavica sfiducia nello Stato o per avvalersi della possibilità di definire individualmente l’entità del proprio contributo, gli italiani si dimostrano da sempre avversi all’istituzione di nuove tasse e, in particolare, di un’imposta patrimoniale.