“Fa’ la cosa giusta!”: il Comune di Milano presenta l’iniziativa sul welfare finanziario, rivolta alla popolazione milanese, per costruire una educazione degli adulti all’uso della finanza innovativa ed efficace

Quanto è importante che l’educazione finanziaria per gli adulti lasci la strada – lodevole, ma poco incisiva nei fatti – dei corsi d’aula (reale o virtuale) ed entri nella vita dei cittadini, aiutandoli concretamente a impostare una corretta dieta finanziaria del proprio bilancio famigliare?

La risposta, positiva, è arrivata dalla tavola rotonda “Il valore sociale dell’educazione finanziaria”, organizzata dal Comune di Milano durante “Fa’ la cosa giusta!”, il salone del consumo responsabile, svoltosi nei giorni scorsi in Fiera Milano City. Hanno preso parte al dibattito l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, Cosimo Palazzo, coordinatore del progetto “Welfare di tutti”, Sergio Sorgi, vicepresidente di Progetica, Tiziano Merlini, direttore HR di Assimoco e Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra Monterosa.

La tavola rotonda è stata l’occasione per presentare l’iniziativa sull’educazione finanziaria promossa all’interno del progetto sul “Welfare di tutti” da una compagine articolata: Comune Milano, Polimi, Università Cattolica, UNI e tante entità del terzo settore milanese.

L’iniziativa si propone proprio di offrire a tutte le famiglie milanesi interessate una educazione finanziaria personalizzata sul proprio bilancio famigliare, attraverso centri specifici attrezzati dal Comune e attività sul posto di lavoro, in collaborazione con le aziende interessate ad offrire questo servizio ai propri dipendenti.

Una iniziativa innovativa e ambiziosa, che richiede un lavoro corale per aver successo. Un progetto simile è stato realizzato dalla municipalità di New York. Milano ci sta lavorando da un po’ di tempo: una prima fase è stata testata con successo presso aziende milanesi significative delle diverse realtà produttive (come, oltre alla già citata Assimoco, Ikea, Inail, UNI, Milano Ristorazione, ecc. ). I risultati conseguiti nelle sperimentazioni – molto positivi – sono stati certificati dalle ricerche condotte prima e dopo il test sul campo dall’Università Cattolica di Milano.

L’attività richiede, oltre alla collaborazione delle aziende milanesi (come detto, una parte importante dei percorsi di formazione alla dieta finanziaria potrebbero proprio essere sul posto di lavoro), anche quella delle imprese finanziarie, naturalmente interessate – almeno quelle orientate ad una finanza di qualità – ad avere consumatori finanziari consapevoli.

Proprio per capire la disponibilità a collaborare dell’industria finanziaria su questa iniziativa, Eumetra Monterosa ha offerto al Progetto “Welfare di tutti” una ricerca sugli opinion leader (responsabili Comunicazione) della comunità finanziaria milanese.

Dalle ricerche condotte, emerge un profondo bisogno di consulenza e di supporto delle famiglie italiane sui temi di gestione del denaro. Di questo sono consapevoli gli opinion leader della finanza milanese, che si interrogano seriamente su quali iniziative e quali soggetti possano affiancare banche e assicurazioni per massimizzare il risultato di trasformare il cliente finanziario in un cliente consapevole. Non a caso, piace l’idea del “Welfare Finanziario di tutti” di passare ad un supporto one to one per la famiglia. Si prefigura su queste basi una apertura alla collaborazione del mondo finanziario con l’istituzione pubblica, una collaborazione basata sul comune interesse a consolidare la consapevolezza dei consumatori finanziari.

A qualcuno può suonare strano che la finanza – spesso dipinta in occasione degli scandali degli ultimi anni con i colori foschi di un’industria poco attenta ai suoi consumatori – sia interessata a costruire consumatori finanziari consapevoli. Ma è questo il prerequisito per costruire un sano mercato finanziario per la famiglia e una competizione fra aziende finanziarie interessate a competere sulla qualità delle proposte. Nessuna istituzione finanziaria vorrebbe servire oggi famiglie sulla difensiva, finanziariamente inappetenti. Queste sono un cliente molto peggiore delle famiglie consapevoli e critiche. Un consumatore inconsapevole sarà sempre un consumatore che usa male le soluzioni finanziarie, che gestisce male il proprio denaro tesaurizzandolo quando dovrebbe essere investito (il caso del sotto utilizzo dei fondi pensione integrativi è di scuola). Una famiglia che non sa valutare bene i temi dell’indebitamento o che si sotto-assicura e rimane scoperta davanti a piccoli e grandi drammi non è il mercato migliore anche per l’industria finanziaria.

Su questo, le aziende e le istituzioni pubbliche sembrano trovare un piano di collaborazione per una finanza sostenibile. Se questo patto si saldasse nei fatti proprio a Milano – come discusso ieri nella tavola rotonda “Il valore sociale dell’educazione finanziaria” – la metropoli potrebbe vantare un altro primato (oltre a design e moda) nella sua maturazione post Expo: diventare la capitale della finanza delle persone e non solo della prestigiosa, ma non amata, grande finanza.