Si punta sull’isolamento termico e anche la casa connessa sembra più “smart”

C’è chi ha sostenuto che il pragmatismo sia conservatorismo mascherato da cambiamento (Ralph Dahrendorf), ma è inevitabile che, in un clima di incertezza, gli italiani si muovano con i piedi di piombo, privilegiando investimenti dagli effetti concreti.

Si tratta di una tendenza che, oltre a caratterizzare buona parte delle scelte quotidiane del consumatore italiano, emerge anche quando si parla di efficienza energetica, come rivelano i primi risultati della nuova edizione dell’Osservatorio Casa Green.[1]

Si nota in primis un aumento della penetrazione di opere come l’isolamento termico della casa (cappotto, coibentazione del tetto, serramenti con materiali isolanti), perché probabilmente, come si accennava, comportano un risparmio energetico maggiore.

D’altro canto, questo atteggiamento è confermato dal fatto che l’impianto fotovoltaico domestico non mostra – almeno a livello di dichiarazione – segnali di sviluppo significativi. Pur comportando vantaggi interessanti (come l’investimento intelligente sulla casa, approfittando delle agevolazioni fiscali; l’autonomia energetica che in alcuni parti del Paese è particolarmente rilevante; l’uso di energia nelle fasce orarie diurne  a costo zero), al tempo stesso, si tratta di una scelta che presenta ancora limiti oggettivi.  A meno di disporre di batterie di accumulo, ad oggi, risulta ancora difficile staccarsi completamente dalla rete elettrica e dunque eliminare le bollette, con i relativi oneri di sistema o altre voci di spesa fissa.

Un’altra novità interessante rilevata dall’Osservatorio è un approccio meno “sospettoso” o più amichevole verso la Smart Home, favorito dai device per assistenti vocali che si possono connettere agli apparecchi di casa (come Alexa o Google Home) e che, soprattutto nei segmenti più giovani, suscitano molta curiosità. Anche questo caso mostra dunque che il movimento avviene solo quando le soluzioni sembrano più semplici e meno costose.

Nel complesso, i segmenti della popolazione più propensi ad investire in efficienza energetica sono:

  • i target con maggiori risorse;
  • e quelli più progettuali, che coincidono con il ciclo di vita giovane-adulto. Costoro, dato che in molti casi dispongono di minori risorse, spesso per effettuare tali investimenti necessitano di un finanziamento, una variabile dell’offerta che sta diventando sempre più rilevante.

Infine c’è una parte del Paese (sia giovane-adulta, sia senior) che, pur essendo sensibile ai temi ambientali, è soverchiata dalla fatica della vita quotidiana e un po’ restia a pensare a questi investimenti, soprattutto tra i target impoveriti (che non significa essere poveri, ma disporre di meno risorse rispetto ad un passato recente); a meno che – segnatamente nel segmento meno âgée –  i ritorni siano garantiti, il prezzo sia accessibile e il finanziamento a tasso zero. Ancora una volta, pragmaticità e concretezza determinano i comportamenti e le scelte degli italiani, anche in tema di efficienza energetica.

 


[1] L’Osservatorio Casa Green, giunto alla sua terza edizione, è la ricerca multiclient Eumetra MR dedicata ai temi dell’energia per la casa, l’Efficienza energetica e la Smart Home. Consente di stimare il mercato dell’efficienza energetica, individuando i motivi di acquisto o le resistenze all’adesione alle soluzioni di efficienza energetica e i canali di acquisto utilizzati o previsti, con un focus sul posizionamento generale delle Utility.