“Su di noi, giovani e adulti del 2021, pesa una responsabilità ma anche una grande opportunità: cambiare la storia prima che cambi noi” così recitava uno dei tanti inviti alla manifestazione Friday For Future che si è svolta lo scorso 24 settembre. È uno dei più pacati e costruttivi, oltre ad essere totalmente condivisibile.

Dagli incendi di questa estate agli aumenti delle bollette, infatti, i cambiamenti climatici stanno cambiando la nostra vita. E non c’è più tempo da perdere. Occorre una risposta globale che veda uniti Paesi industrializzati ed economie in transizione. Il presidente americano, Joe Biden, con un vertice in videoconferenza nella giornata di venerdì 17 settembre ha messo il clima tra le priorità della sua amministrazione; mentre ad Atene il vertice dei sette capi di Stato e di Governo dei Paesi europei del Mediterraneo riafferma gli obiettivi fissati negli accordi di Parigi e sollecita una più stretta integrazione tra le politiche ambientali dei vari Paesi europei.

La transizione energetica

Più in generale, al vertice di Atene, Mario Draghi spiega come «occorra considerare che una transizione così grande e rapida comporti costi sociali ed economici immensi; qui abbiamo una scelta, un programma che non è facile da conciliare. Da un lato siamo determinati a percorrere l’obiettivo della transizione ecologica con il massimo impegno, la massima determinazione; dall’altro siamo determinati a proteggere soprattutto i più deboli dai costi sociali che potrebbero essere, come stiamo vedendo ora dalle bollette, davvero significativi». Insomma, «dobbiamo sederci insieme e ragionare molto attentamente a livello europeo”.

Il rincaro del costo dell’energia è dovuto soprattutto all’aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche (principalmente del gas naturale) per cui l’Europa dipende dall’estero. La crescita economica globale, infatti, ha spinto la domanda di energia, mentre la produzione e il trasporto faticano a stare dietro ai nuovi ordini europei.

Tuttavia, in aggiunta, il sistema ETS (Emissions Trading System) – voluto dall’Europa per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 – stabilisce un tetto massimo di emissioni che ogni comparto industriale deve rispettare e chi sfora questo tetto deve acquistare “crediti di CO2 proprio sul mercato ETS. Purtroppo, un mercato finanziario dei crediti di CO2 favorisce la speculazione anche per i nuovi, e giusti, stringenti obiettivi di decarbonizzazione.

Inoltre, noi tutti paghiamo nella bolletta elettrica gli “oneri di sistema” che contengono – fra vari aggravi come la messa in sicurezza del nucleare – gli incentivi alle fonti rinnovabili e il sostegno alla ricerca di sistema.

A tutto questo, potremmo aggiungere che un’auto-elettrica è più costosa di quelle che funzionano con i carburanti fossili; che isolare termicamente la casa è un investimento significativo per una famiglia; che passare ad un riscaldamento basato sulla pompa di calore è una transizione impegnativa… e così via.

Per fortuna gli ecobonus probabilmente saranno prorogati

Le politiche fiscali sono fondamentali per abbattere la barriera economiche alla transizione energetica e sempre più italiani comprendono i vantaggi degli ecobonus.

Grazie anche alle risorse del PNRR, probabilmente gli ecobonus 110 saranno rifinanziati. In attesa della nuova legge di bilancio, quindi, dovrebbe essere confermato il quadro delle proroghe del superbonus per il 2022-2023.

 

Le agevolazioni fiscali sono un importante incentivo

L’ultima edizione dell’Osservatorio Green Home Smart Home (luglio 2021) mostra chiaramente che gli incentivi economici sono un importante propulsore alla decisione di impegnarsi in questo investimento, come si evince dal dato pubblicato qui sotto.

 

 

Fonte: Osservatorio Green Home Smart Home | Eumetra | 2021

 

Eppur si muove

Nel complesso l’Osservatorio Green Home Smart Home – che ogni anno rileva le dotazioni efficienti delle case: dall’isolamento termico, al riscaldamento, alla climatizzazione, agli elettrodomestici, al fotovoltaico e soprattutto i motivi e le barriere a tali investimenti – evidenzia come lentamente, di anno in anno, viene aggiunto un mattoncino all’efficienza energetica delle nostre case. In altre parole, la transizione non è veloce come si vorrebbe e, tuttavia, rimane fondamentale avere chiara la meta e intraprendere il cammino.

Perché, come ricorda Greta Thunberg in un’intervista apparsa recentemente, da un lato i dati sulle emissioni non migliorano in maniera sufficiente, dall’altro la buona notizia è che molte persone si stanno sensibilizzando su questo tema e gli sforzi delle varie parti si stanno moltiplicano.

Tutti dobbiamo remare in questa direzione.

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