Dipendenti, Etica e Sostenibilità

Come promesso, riprendiamo il discorso sulla necessità di una comunicazione “vera” da parte delle imprese, avviato nelle scorse settimane. In particolare, analizziamo i primi due aspetti dell’esercizio di impresa – la gestione dei dipendenti ed Etica e Sostenibilità nella gestione dell’impresa – per i quali è richiesto, da parte dei nuovi consumatori, un atteggiamento virtuoso effettivo da parte delle aziende.

La gestione dei dipendenti

Un’impresa dà il meglio di sé quando le persone che ci lavorano hanno l’orgoglio dell’appartenenza e danno in modo convinto cuore ed anima per il successo dell’impresa stessa. E questo si ottiene quando si concorda sul fatto che il primo stakeholder dell’Impresa è il dipendente. È il dipendente che determina il vero valore dell’impresa. E quando ciò accade si diffonde un alone di nobiltà attorno all’impresa, che dà valore a tutto ciò che ne porta il marchio.

Questo si ottiene quando si abbandona la vecchia struttura organizzativa tayloristica verticale e si adotta una gestione dell’impresa orizzontale, “a pettine”. Cioè quando il grande capo agisce come un allenatore di una squadra di calcio che vuole vincere: costruire in ogni ruolo l’eccellenza – dalla segretaria, all’operaio, al manager –, fare in modo che i vari ruoli agiscano in totale armonia e fratellanza. In una logica di integrazione complementare perfetta, e mai di antagonismo e conflittualità. Se tutti i giocatori della squadra sono perfetti, ciascuno eccellente nel proprio ruolo, e si integrano in modo complementare, è certo che la squadra vinca. E se la squadra vince, hanno vinto tutti, a cominciare dal grande capo.

Se poi un’impresa è viva e rispetta le regole della vita, che obbligatoriamente prevedono la continua rigenerazione ed evoluzione nei prodotti e nel business di impresa – nel senso che ogni grande risultato raggiunto non sarà mai un punto di arrivo, ma immediatamente un nuovo punto di partenza – non capiterà mai che l’impresa pensi di dover fare “mobilità”, in nessuna circostanza.

E non c’è ombra di dubbio che “orizzontalità” e“rigenerazione continua” creino i grandi valori che più saturano una “comunicazione vera”, che vuole soddisfare le prime grandi attese dei Clienti attuali e potenziali. Questi sentono la garanzia che i prodotti di quell’impresa abbiano un’origine intrinsecamente sana.

Rispetto a questa idealità, ci si rende invece conto che nell’attuale situazione delle Imprese medio-grandi e grandi, soprattutto in quelle non più gestite da imprenditori:

  • vige ancora la verticalità tayloristica e fordiana;
  • con la contrapposizione tra dipendenti e grandi capi, come se ci fosse una contrapposizione di interessi – tanto che sono tuttora necessari i sindacati -;
  • aggravate da logiche di competizione fra colleghi;
  • con la “mobilità” come strumento sempre più spesso utilizzato per far quadrare i bilanci di breve periodo.
  • Tutte peculiarità che comunicano totale distanza dalle attese dei clienti attuali e potenziali.

Etica e Sostenibilità nella gestione dell’impresa

Nell’orizzontalità auspicata dalla nuova gente, l’Etica e il rispetto di tutte le forme di Sostenibilità diventano valori guida nella scelta. Il dire/fare cose vere, in modo trasparente, con assenza totale di trucchi, nel rispetto da tutti i punti di vista di tutti coloro che stanno attorno, ora (Etica) ed in futuro (Sostenibilità), diventa sempre di più la condizione per essere considerati nel mercato competitivo. È la meta-comunicazione della loro serietà. Forse non basterà, bisognerà fare anche altro, ma sarà una condizione vincolante.

Qui rientrano tutte le aree principali della Responsabilità Sociale, soprattutto con riferimento al modo di gestire l’attività produttiva, persone comprese. In altri termini, la Responsabilità Sociale potrebbe essere variamente interpretata, ed i confini potrebbero anche essere più ampi rispetto all’attività primaria di impresa: tuttavia ciò che primariamente deve essere garantita è l’assunzione di tutte le Responsabilità Sociali connesse alla gestione dell’impresa.

In particolare:

  • un tema che in questo periodo sollecita grande attenzione riguarda la Sostenibilità Economica: ad esempio, garanzia della continuità del lavoro ai dipendenti, con evitamento di azioni di “mobilità”;
  • si potrebbe fare riferimento anche alla Sostenibilità Sociale: ad esempio riservare alle donne con figli in età infantile o adolescenziale –- cioè bisognosi di “tempo” affettivo –  la possibilità di smart working, o altre soluzioni organizzative;
  • come pure si potrebbe fare riferimento alla Sostenibilità Culturale: ad esempio il totale evitamento di discriminazioni in dipendenza della cultura di appartenenza, adottando logiche di “inclusione”, cioè di rispetto (caso di stranieri / di immigrati);
  • e certamente si dovrebbe fare riferimento alla Sostenibilità Ambientale: l’assoluto evitamento di inquinamento di qualsiasi natura, a cominciare da ciò cui meno si pensa: ad esempio, consumo di sola energia rinnovabile, anche autoprodotta.

L’impresa che adotta l’Etica e la Sostenibilità come dictat nello sviluppo del business, sta comunicando a tutti grande fascino e fortissima attrattività.

Nel prossimo post, affronteremo gli ultimi due aspetti dell’esercizio di impresa (la qualità e il prezzo dei prodotti e la relazione con i Clienti), per poi affrontare il tema delle attese dei nuovi consumatori nei confronti della comunicazione pubblicitaria da parte delle imprese.